Illustrazione di una strada bloccata in Bolivia con manifestanti, ambulanza ferma e persone in difficoltà, simbolo della crisi umanitaria in corso.
Illustrazione di una strada bloccata in Bolivia con manifestanti, ambulanza ferma e persone in difficoltà, simbolo della crisi umanitaria in corso.

Dodici vite interrotte da strade chiuse, un contesto utile per un collega che segue le crisi umanitarie in Sudamerica.

12 morti per blocchi stradali in Bolivia Flusso della storia e fatti chiave

La Bolivia è paralizzata da 34 giorni da una serie di blocchi stradali promossi da organizzazioni contadine e sindacali, che hanno trasformato una protesta economica in una crisi umanitaria. Il bilancio provvisorio conta 12 morti direttamente collegati all’impossibilità di attraversare i blocchi, tra cui pazienti in emergenza medica, un camionista e una bambina. Tra le vittime, una 47enne deceduta mentre era trasportata a El Alto, fermata da un blocco a Senkata. Altri non hanno ricevuto dialisi o visite specialistiche a causa delle strade chiuse.

Le proteste, iniziate il 3 maggio, chiedono le dimissioni del presidente conservatore Rodrigo Paz, accusato da settori dell’opposizione di gestione fallimentare. Paz, dal canto suo, ha puntato il dito contro l’ex presidente Evo Morales e gruppi legati al narcotraffico, definendoli responsabili dell’escalation. I blocchi stanno interrompendo l’approvvigionamento alimentare, i trasporti e l’accesso alle strutture sanitarie in diverse regioni del Paese.

La situazione rimane instabile, con crescente pressione su entrambe le fazioni. Nonostante gli appelli al dialogo, non sono stati raggiunti accordi concreti per riaprire le strade. Le Nazioni Unite e alcuni Paesi sudamericani hanno espresso preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria, in particolare per l’impatto sulle popolazioni vulnerabili.

Fatti

  • Il numero di morti legati ai blocchi stradali in Bolivia è salito a 12 il 4 giugno 2026.
  • Tra le vittime: una 47enne morta a Senkata mentre era trasportata in ospedale a El Alto.
  • Le proteste, iniziate il 3 maggio, chiedono le dimissioni del presidente Rodrigo Paz.
  • Il presidente Paz accusa l'ex presidente Evo Morales e gruppi legati al narcotraffico di fomentare le proteste.
  • I blocchi stanno interrompendo rifornimenti, trasporti e accesso alle cure sanitarie in diverse regioni.

Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale