
Il costo nascosto della burocrazia pesa come una tassa invisibile, soprattutto per un collega o un imprenditore del settore turistico che conosce bene i tempi persi dietro scadenze e moduli.

La burocrazia drena il 3% del fatturato delle Pmi Flusso della storia e fatti chiave
Le piccole e micro imprese italiane del commercio, turismo e servizi affrontano un costo annuo di oltre 12 miliardi di euro per adempimenti burocratici, pari al 3% del fatturato complessivo. Secondo una stima di Confesercenti basata su dati Istat, ogni impresa paga in media poco meno di 10mila euro l’anno, con un picco di oltre 14mila euro per le strutture alberghiere. La maggior parte di questa spesa – circa l’80% – va in servizi professionali esterni come commercialisti e consulenti.
Negli ultimi 15 anni, diversi governi hanno lanciato iniziative per semplificare la vita alle imprese, tra cui il portale Impresa in un giorno e il modello SUAP, ma i risultati restano parziali. Il PNRR e l’Agenda per la semplificazione 2020-2026 hanno rilanciato l’obiettivo di ridurre gli oneri, ma la stratificazione normativa, le differenze territoriali nell’applicazione delle regole e l’introduzione continua di nuovi obblighi mantengono alto il carico amministrativo.
Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, sottolinea che servirebbe un cambio di approccio: cancellare norme superflue invece di aggiungerne di nuove. L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a razionalizzare il quadro normativo, eliminando sovrapposizioni e rendendo più efficiente il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. Ridurre la burocrazia, ricorda, non significa ridurre i controlli, ma aumentare l’efficienza e la competitività del sistema.
Fatti
- La burocrazia drena il 3% del fatturato delle Pmi di commercio, turismo e servizi in Italia.
- Il costo medio annuo per impresa è di oltre 10mila euro, con un totale di 12 miliardi di euro all'anno.
- Le imprese turistiche, soprattutto alberghiere, spendono in media oltre 14mila euro l'anno in adempimenti.
- L'80% della spesa per burocrazia va in servizi professionali esterni.
- Secondo Confesercenti, gli interventi di semplificazione degli ultimi 15 anni hanno avuto risultati parziali.
- Nico Gronchi (presidente Confesercenti) chiede di cancellare norme superflue e usare l'IA per razionalizzare il sistema.
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