Immagine di una moschea danneggiata con muri imbrattati da scritte razziste, circondata da tracce di incendio e presenza di forze di sicurezza.
Immagine di una moschea danneggiata con muri imbrattati da scritte razziste, circondata da tracce di incendio e presenza di forze di sicurezza.

L'incendio delle moschee a nord di Ramallah rivela una nuova escalation, utile contesto per un collega che segue i conflitti locali.

Coloni incendiano due moschee in Cisgiordania Flusso della storia e fatti chiave

Un nuovo episodio di violenza si è verificato in Cisgiordania, dove un gruppo di coloni israeliani ha incendiato l'ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazràa al-Nubani, a nord di Ramallah. I raid hanno coinciso con imbrattamenti e scritte razziste come 'vendetta', secondo quanto riportato dai media palestinesi. Le forze israeliane sono intervenute in seguito sparando gas lacrimogeni e granate stordenti, aggravando la tensione locale. A Beita, quattro persone sono rimaste ferite in seguito ad aggressioni da parte dei coloni. L'incidente segnala un ulteriore deterioramento della situazione di sicurezza nei territori palestinesi occupati.

Fatti

  • Il 16 giugno 2026, coloni israeliani hanno incendiato l'ingresso di due moschee a Jaljulia e Mazràa al-Nubani, in Cisgiordania.
  • Sui muri sono state trovate scritte razziste come 'vendetta', secondo l'agenzia palestinese Wafa.
  • I residenti hanno affrontato i coloni durante l'attacco, mentre le forze israeliane hanno fatto irruzione sparando gas lacrimogeni e granate stordenti.
  • A Beita, quattro persone sono state ferite in seguito ad aggressioni da parte dei coloni.

Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale