Mappa dell'Oceano Atlantico con un'area fredda evidenziata a sud della Groenlandia, circondata da acque più calde, con frecce che indicano il rallentamento delle correnti oceaniche.
Mappa dell'Oceano Atlantico con un'area fredda evidenziata a sud della Groenlandia, circondata da acque più calde, con frecce che indicano il rallentamento delle correnti oceaniche.

Il Cold Blob rivela tensioni nel sistema climatico, un contesto utile per un collega che segue i segnali precoci dei cambiamenti oceanici.

Il mistero del Cold Blob nell'Atlantico Flusso della storia e fatti chiave

Nel Nord Atlantico, una vasta area nota come 'Cold Blob' si sta comportando in controtendenza rispetto al riscaldamento globale, mostrando temperature più basse rispetto al resto degli oceani. Localizzata a sud della Groenlandia e dell'Islanda, questa regione ha attirato l'attenzione della comunità scientifica per il suo raffreddamento anomalo, in alcuni periodi con valori termici negativi. Il fenomeno è spesso associato a un possibile indebolimento dell'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), il sistema di correnti che trasporta calore dai tropici verso nord. Un AMOC più debole ridurrebbe il flusso di calore in quest'area, favorendo condizioni più fredde.

Oltre al ruolo dell'AMOC, altri fattori potrebbero contribuire al Cold Blob. Tra questi, la variabilità naturale del clima, oscillazioni atmosferiche come la North Atlantic Oscillation (NAO) e l'immissione di acqua dolce nell'oceano dovuta alla fusione dei ghiacci della Groenlandia. Quest’ultima altera la salinità e la densità dell’acqua, influenzando i moti oceanici. Nonostante l’ipotesi AMOC sia rafforzata da studi recenti, la comunità scientifica non attribuisce il fenomeno a una singola causa, ma a un’interazione complessa di fattori.

Uno studio del 2026 pubblicato su Geophysical Research Letters da Stefan Rahmstorf e colleghi ha analizzato il contenuto di calore oceanico e i flussi energetici superficiali. I risultati indicano che il raffreddamento non è principalmente dovuto a una maggiore perdita di calore verso l’atmosfera, ma è più coerente con una riduzione del trasporto oceanico di calore verso il Nord Atlantico. Tuttavia, i dati diretti sull’AMOC coprono solo gli ultimi vent’anni, un intervallo troppo breve per distinguere chiaramente tra cambiamenti strutturali e variabilità naturale. Il dibattito resta aperto, ma il Cold Blob è ormai considerato un importante indicatore delle trasformazioni in corso nel sistema climatico terrestre.

Fatti

  • Il 'Cold Blob' è un'area del Nord Atlantico a sud della Groenlandia e dell'Islanda che mostra un raffreddamento anomalo rispetto al riscaldamento globale.
  • Il fenomeno è associato a un possibile rallentamento dell'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), che riduce il trasporto di calore verso le alte latitudini.
  • Uno studio del 2026 su Geophysical Research Letters conclude che il raffreddamento è più coerente con una diminuzione del trasporto oceanico di calore che con perdite dirette verso l'atmosfera.
  • Contribuiscono anche la fusione dei ghiacci della Groenlandia, la variabilità naturale e oscillazioni atmosferiche come la NAO.
  • Le misure dirette dell'AMOC coprono solo gli ultimi due decenni, rendendo difficile distinguere tra cambiamenti strutturali e variabilità naturale.

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