Illustrazione del Cremlino con crepe che si irradiano dai muri, simbolo del logoramento interno del regime di Putin causato dalla guerra in Ucraina.
Illustrazione del Cremlino con crepe che si irradiano dai muri, simbolo del logoramento interno del regime di Putin causato dalla guerra in Ucraina.

Il segnale più chiaro non è una rivolta, ma il silenzio che cresce tra chi una volta applaudiva, utile contesto per un collega che segue il tema.

Le crepe nel sistema di Putin Flusso della storia e fatti chiave

La leadership di Vladimir Putin, apparentemente stabile per anni, mostra segni crescenti di fragilità interna a causa della prolungata guerra in Ucraina. Nonostante previsioni di crollo non ancora realizzate, analisti come Michael McFaul notano una convergenza di fattori critici: una guerra impopolare e inconcludente, perdite militari massicce e un’economia in stagnazione. Il simbolo più evidente è stato il ridimensionamento della parata del 9 maggio a Mosca, annullata per timore di attacchi di droni ucraini, un segnale che la guerra ha ormai raggiunto la capitale russa.

Le perdite umane sono tra le più alte dalla Seconda Guerra Mondiale: secondo un rapporto del Center for Strategic & International Studies (CSIS) del gennaio 2026, 325.000 soldati russi sarebbero morti in Ucraina, con altri 875.000 feriti o dispersi. La maggior parte delle vittime è causata da droni ucraini, che riducono la dipendenza dell’Ucraina dall’aiuto militare occidentale. Parallelamente, l’economia russa, sostenuta temporaneamente dall’aumento dei prezzi del petrolio, affronta una crisi strutturale con recessione, inflazione e fuga di talenti.

Anche all’interno delle élite si registrano divisioni crescenti. Critiche aperte da economisti e imprenditori, come Robert Nigmatulin e Vladimir Boglayev, denunciano il distacco del governo dalla realtà economica. Il controllo su Internet si è inasprito, con blocchi di Telegram e disconnessioni di Internet mobile, ma milioni di russi usano VPN per aggirarli. Blogger come Victoria Bonya parlano di un “muro” tra Putin e la popolazione. Fino a leader politici come Gennady Zyuganov avvertono di un rischio rivoluzione in stile 1917. Nonostante il regime mantenga il controllo formale, specialmente dopo la repressione della rivolta di Prigozhin nel 2023, il sistema appare sempre più logorato da tensioni silenziose ma profonde.

Fatti

  • Il 9 maggio 2026 il Cremlino ha annullato la parata militare sulla Piazza Rossa per timore di attacchi di droni ucraini.
  • Secondo un rapporto del CSIS del gennaio 2026, 325.000 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina, con altri 875.000 feriti o dispersi.
  • L’economista Robert Nigmatulin ha criticato pubblicamente il governo russo al Forum economico di Mosca nel 2026, parlando di distacco dalla realtà economica.
  • Nel marzo 2026, le esportazioni di petrolio hanno fruttato 19 miliardi di dollari alle aziende russe, quasi il doppio del mese precedente.
  • La blogger Victoria Bonya ha pubblicato un video con 30 milioni di visualizzazioni in cui denuncia un 'muro' tra Putin e il popolo russo.
  • Le elezioni per la Duma di Stato sono previste per settembre 2026, ma il sistema elettorale è controllato dal partito al governo.

Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale