
L’aumento del 50% sulle auto aziendali oltre i cinque anni offre un contesto utile per un collega del settore automotive o fiscale che segue il tema.

Tasse sulle auto aziendali, stretta sui modelli vecchi Flusso della storia e fatti chiave
Il decreto correttivo della delega fiscale, atteso in Consiglio dei ministri a giugno 2026, introduce una serie di misure che colpiscono diversi settori, con particolare attenzione alle auto aziendali. Tra le novità più rilevanti, un aumento del 50% della tassazione sui veicoli diesel e benzina presenti nelle flotte aziendali da oltre cinque anni, con l’obiettivo di disincentivare l’uso di modelli più inquinanti e favorire il ricambio del parco auto.
Oltre alla stretta sulle auto, il decreto modifica il trattamento fiscale degli optional non inclusi nelle tabelle Aci: il fringe benefit aumenterà in modo forfettario del 5%. È previsto anche un regime transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate nel 2025, evitando la tassazione al valore normale dopo il 30 giugno 2025. Le aziende che riassegnano auto a nuovi dipendenti non saranno penalizzate.
Tra le altre misure, si segnala la possibilità di pagamento anticipato dell’imposta di successione in caso di trust, la tassazione al 26% delle plusvalenze sui crediti d’imposta ceduti dai professionisti, l’aumento della ritenuta sui dividendi ai fondi pensione europei dall’11% al 20%, e la proroga al secondo anno per la detrazione Iva. Il decreto tocca anche fattura elettronica, agricoltura e regimi di tutoraggio.
Fatti
- Il decreto correttivo fiscale 2026 introduce un aumento del 50% della tassazione sui veicoli diesel e benzina in flotta aziendale da oltre cinque anni.
- Il fringe benefit per optional non in tabella Aci aumenta forfettariamente del 5%.
- Le auto prenotate nel 2024 e assegnate dopo il 30 giugno 2025 non saranno tassate al valore normale grazie a un regime transitorio.
- Le plusvalenze da cessione di crediti d’imposta acquistati dopo l’entrata in vigore del decreto saranno tassate al 26%.
- La ritenuta sui dividendi ai fondi pensione europei sale dall’11% al 20%.
- La detrazione Iva potrà essere esercitata entro il secondo anno, anche per fatture ricevute in ritardo.
Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale





