Illustrazione di un ufficio pubblico moderno con dipendenti di diverse età che collaborano davanti a schermi digitali, mentre un flusso di dati e intelligenza artificiale scorre tra loro.
Illustrazione di un ufficio pubblico moderno con dipendenti di diverse età che collaborano davanti a schermi digitali, mentre un flusso di dati e intelligenza artificiale scorre tra loro.

La pubblica amministrazione si sta trasformando sia con l'uso diffuso dell'IA che con un cambio generazionale in corso, utile contesto per un collega che segue l'evoluzione della PA.

La PA tra IA e ricambio generazionale Flusso della storia e fatti chiave

Il Forum PA 2026 ha messo a fuoco due pilastri fondamentali per il futuro della pubblica amministrazione italiana: il ricambio generazionale e l’integrazione dell’intelligenza artificiale. Secondo una ricerca presentata da Fpa, il 66% dei dipendenti pubblici utilizza già strumenti di IA, principalmente per sintetizzare documenti, analizzare testi e ricercare informazioni normative. Solo una piccola parte, il 14%, la impiega per automazione avanzata d’ufficio. Parallelamente, i dati del Dipartimento della Funzione Pubblica mostrano che più della metà degli iscritti a inPA ha meno di 40 anni, segnando un progressivo ringiovanimento del settore. Questo passaggio richiede nuovi modelli di collaborazione tra generazioni. Il 60% dei dipendenti chiede programmi di mentoring dai senior ai giovani, mentre il 45% ritiene importante il trasferimento inverso di competenze digitali dai più giovani agli esperti. Altri elementi emersi sono la richiesta di maggiore flessibilità (50%) e percorsi formativi differenziati per età (47%).

Il dibattito ha anche toccato il ruolo strategico della PA nel contesto nazionale ed europeo. L’amministratore delegato di Fpa, Gianni Dominici, ha sottolineato come la PA sia diventata un’infrastruttura fondamentale per il Paese, soprattutto in un momento di transizione post-PNRR e di accelerazione digitale. Per lui, è cruciale sviluppare un modello di governance che sappia anticipare il futuro, leggere i segnali deboli e prepararsi alle conseguenze delle decisioni. La percezione dei cittadini italiani verso la PA è migliorata: il 53% la considera un punto di riferimento stabile, e la percezione di burocrazia eccessiva è calata di 14 punti percentuali dal 2023. Anche l’Eurobarometro conferma un allineamento con la media europea, con un parere negativo espresso dal 39% dei cittadini, in linea con la media Ue del 38%.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha ribadito l’impegno per la semplificazione amministrativa e la digitalizzazione degli sportelli unici, oltre che per l’interoperabilità tra banche dati. Questi passaggi mirano a ridurre tempi e costi per cittadini e imprese. Tuttavia, la vera trasformazione non è solo tecnologica, ma culturale: richiede un patto tra generazioni e una nuova capacità amministrativa collettiva. Il Forum PA ha così evidenziato come l’innovazione non sia solo una questione di strumenti, ma di metodo e di relazioni umane all’interno della macchina pubblica.

Fatti

  • Il 66% dei dipendenti pubblici italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale, mentre solo l'11% non li usa mai.
  • Più della metà dei 3,2 milioni di iscritti a inPA ha meno di 40 anni, segnando un ringiovanimento della PA.
  • Il 59% dei dipendenti pubblici usa l'IA per sintesi e analisi di documenti, il 57% per ricerca informazioni, il 54% per ricerca normativa.
  • Il 60% dei dipendenti chiede programmi di mentoring per trasferire competenze dai senior ai giovani.
  • La percezione negativa della PA da parte dei cittadini è scesa al 39%, in linea con la media europea del 38% secondo Eurobarometro 2025.
  • Il ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato l'impegno per la digitalizzazione degli sportelli unici e l'interoperabilità tra banche dati.

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