Illustrazione di Zlatan Ibrahimovic che parla in diretta tv, con lo sfondo di un campo da calcio e la scritta FIFA, mentre indica un cartellino rosso.
Illustrazione di Zlatan Ibrahimovic che parla in diretta tv, con lo sfondo di un campo da calcio e la scritta FIFA, mentre indica un cartellino rosso.

La tensione tra tradizione e regole moderne del calcio resta viva, un contesto utile per un amico appassionato che segue il dibattito sui Mondiali.

Ibrahimovic: «Il calcio sta morendo» Flusso della storia e fatti chiave

Durante i Mondiali 2026, Zlatan Ibrahimovic, oggi dirigente del Milan, ha lanciato un duro attacco alla FIFA e al presidente Gianni Infantino per una nuova regola che prevede il cartellino rosso diretto per i giocatori che si coprono la bocca mentre parlano con un avversario. La regola è stata introdotta per prevenire episodi di razzismo come quello coinvolgente Vinicius Jr. in Champions League, ma Ibrahimovic la definisce eccessiva e distopica. Secondo lui, il calcio moderno sta perdendo l’anima per colpa di burocrati che non conoscono il vero spirito del gioco.

L’ex attaccante svedese ha sottolineato l’ipocrisia nel punire gesti verbali mentre falli fisici violenti ricevono solo ammonizioni. Ha definito la situazione «un circo diretto da burocrati in giacca e cravatta» e ha messo in guardia contro un futuro in cui i giocatori non potranno nemmeno respirare liberamente in campo. La polemica si inserisce nel dibattito più ampio sul controllo tecnologico e sul ruolo del VAR nel calcio contemporaneo.

La partita tra Turchia e Paraguay, in cui Almiron ha ricevuto il rosso per essersi coperto la bocca, è diventata il simbolo di questa svolta controversa. Mentre la FIFA cerca di garantire maggiore rispetto e inclusione, figure storiche come Ibrahimovic temono che il gioco stia perdendo autenticità ed emozione. Il confronto tra sicurezza e libertà di espressione in campo resta aperto.

Fatti

  • Zlatan Ibrahimovic ha criticato duramente la FIFA e il presidente Gianni Infantino durante i Mondiali 2026
  • La polemica nasce dal cartellino rosso diretto a Almiron per essersi coperto la bocca parlando con un avversario
  • La regola è stata introdotta per prevenire episodi di razzismo come quello di Vinicius Jr. in Champions League
  • Ibrahimovic ha definito il calcio moderno «un circo diretto da burocrati» e ha parlato di «calcio distopico»
  • Secondo Ibrahimovic, il calcio punisce gesti verbali mentre tollera falli fisici più gravi

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