
Il rifiuto di Hezbollah e i bombardamenti in corso, con la morte di un casco blu serbo, sono un momento critico per chi segue la stabilità nel Mediterraneo orientale.

Tregua Libano-Israele, Hezbollah dice no Flusso della storia e fatti chiave
Un accordo di tregua tra Libano e Israele, mediato dagli Stati Uniti, è stato respinto da Hezbollah, che ne ha annunciato il rifiuto ufficiale chiedendo il ritiro completo delle forze israeliane da tutto il territorio libanese. Il gruppo militante ha dichiarato che il ritorno degli sfollati, la ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi sono condizioni essenziali per qualsiasi intesa futura. Nonostante l’annuncio della tregua, l’esercito israeliano ha continuato i raid nel Sud del Libano, colpendo infrastrutture attribuite a Hezbollah.
Un membro della forza di pace dell’Unifil, il sergente serbo Milovan Jovanovic, è morto a seguito di ferite riportate quando un colpo di mortaio ha colpito la base Onu a Marjayoun. Altri due peacekeeper, uno spagnolo e uno di El Salvador, sono rimasti feriti. Il soldato serbo sarebbe dovuto compiere 37 anni a breve. L’Italia, tra i paesi contributori all’Unifil, ha espresso solidarietà alle forze armate serbe e al personale in missione.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato che le operazioni militari continueranno nella zona di sicurezza del Sud Libano, inclusa l’area del castello di Beaufort, recentemente conquistata. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha definito la tregua un “grave errore”, sostenendo che il governo libanese è complice di Hezbollah. Intanto, media libanesi hanno riportato attacchi di droni israeliani in diverse località, con almeno un ferito, poche ore dopo l’annuncio della tregua.
Fatti
- Hezbollah ha rifiutato l'accordo di tregua tra Libano e Israele mediato dagli Usa, chiedendo il ritiro completo di Israele dal territorio libanese.
- Il sergente serbo Milovan Jovanovic, 37 anni, è morto dopo un attacco con mortaio alla base Unifil a Marjayoun nel Sud del Libano.
- Altri due peacekeeper, uno spagnolo e uno di El Salvador, sono rimasti feriti nell'attacco alla base Onu.
- L'esercito israeliano continua i raid nel Sud del Libano, nonostante l'annuncio della tregua, colpendo infrastrutture attribuite a Hezbollah.
- Il ministro israeliano Israel Katz ha confermato che le operazioni militari proseguiranno nella zona di sicurezza del Sud Libano.
- Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, ha definito la tregua 'un grave errore' e ha chiesto un voto in Consiglio dei Ministri.
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