
L'alto numero di casi in Sardegna offre un contesto utile per un collega o un amico che segue le malattie rare.

Miastenia in Sardegna: dati allarmanti Flusso della storia e fatti chiave
La miastenia gravis, malattia autoimmune cronica che altera la trasmissione neuromuscolare, presenta in Sardegna una delle incidenze più elevate al mondo. Con una prevalenza di 55,3 casi ogni 100mila abitanti e un'incidenza tra 26,8 e 39,2 casi per milione, la regione supera significativamente la media globale e la definizione stessa di malattia rara stabilita dall'Unione Europea. A Cagliari, il Policlinico Duilio Casula segue circa 80 pazienti attraverso un ambulatorio specializzato in neurologia.
La diagnosi è spesso ritardata a causa della rarità della patologia e della variabilità dei sintomi, che possono includere visione doppia, ptosi palpebrale, difficoltà a deglutire e alterazioni della voce. Nei casi più gravi, si osserva un coinvolgimento respiratorio. La dottoressa Francesca Pili sottolinea che la malattia ha un andamento bimodale: più frequente tra i 30 e i 50 anni nelle donne e dopo i 60 negli uomini.
Le terapie disponibili includono farmaci monoclonali, immunosoppressori tradizionali e trattamenti acuti come immunoglobuline e plasmaferesi. La ricerca di autoanticorpi nel siero è fondamentale: nel 90% dei pazienti sono rilevabili, soprattutto diretti contro il recettore dell'acetilcolina (AChR). Tuttavia, una quota di pazienti rimane sieronegativa, richiedendo esami elettrofisiologici specifici per la conferma diagnostica.
Fatti
- In Sardegna l'incidenza di miastenia gravis è di 55,3 casi ogni 100mila abitanti, tra i più alti al mondo.
- L'incidenza è fino a 1,5 volte superiore alla media globale e supera la soglia UE per malattia rara.
- A Cagliari, il Policlinico Duilio Casula segue circa 80 pazienti nell'ambulatorio dedicato.
- I sintomi principali includono diplopia, ptosi palpebrale, difficoltà di deglutizione e alterazioni della voce.
- La diagnosi è complicata: il 90% dei pazienti ha autoanticorpi nel siero, soprattutto anti-AChR (85%).
- Nei pazienti sieronegativi, si ricorre a stimolazione nervosa ripetitiva ed elettromiografia a singola fibra.
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