Foto in bianco e nero di Gianni Mattioli, fisico teorico, in un'aula universitaria con un'espressione concentrata, circondato da studenti e attivisti.
Foto in bianco e nero di Gianni Mattioli, fisico teorico, in un'aula universitaria con un'espressione concentrata, circondato da studenti e attivisti.

La sua lucidità univa scienza e giustizia, un esempio per chi oggi affronta le scelte energetiche, soprattutto per un collega che segue il rapporto tra tecnologia e democrazia.

Il fisico che fermò il nucleare Flusso della storia e fatti chiave

È morto a 86 anni Gianni Mattioli, fisico teorico e figura centrale dell’ambientalismo scientifico italiano. Fu tra i principali oppositori della centrale nucleare di Montalto di Castro, nella Tuscia, grazie a un approccio fondato su dati, analisi dei rischi sanitari e consapevolezza sociale. La sua battaglia, negli anni '70 e '80, unì scienza, contadini, comitati locali e figure come don Franco Magalotti, sacerdote di Valentano, in un fronte ampio contro un modello energetico imposto dall’alto.

Mattioli, docente universitario e poi parlamentare, fondò le Liste verdi e fu ispiratore di Legambiente. La sua trasformazione da sostenitore a critico del nucleare nacque da uno studio approfondito sulle scorie, i costi e il legame tra energia e potere. A Viterbo nel 2011, tornò a parlare contro il ritorno al nucleare, sottolineando i pericoli persistenti.

La sua figura rappresenta l’incontro tra rigore scientifico e impegno civile. Oggi, con il dibattito sul nucleare che torna in Italia, la sua voce manca come riferimento etico e culturale. Non ci sarà camera ardente: la commemorazione si terrà il 9 giugno nella chiesa valdese di piazza Cavour a Roma.

Fatti

  • Gianni Mattioli è morto tra la notte del 31 maggio e il 1 giugno 2026, all'età di 86 anni.
  • Fu tra i leader del movimento che fermò la costruzione della centrale nucleare di Montalto di Castro, grazie a un approccio scientifico e civile.
  • Nel 1980 partecipò alla fondazione di Legambiente e fu tra i fondatori delle Liste verdi.
  • Il 10 maggio 2011 tornò a Viterbo per spiegare i pericoli del ritorno al nucleare in Italia.
  • La commemorazione senza camera ardente si terrà il 9 giugno 2026 nella chiesa valdese di piazza Cavour a Roma.

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