Pannello webtoon che mostra l'interno della centrale nucleare di Trino: la sala controllo con centinaia di indicatori, il reattore immerso in acqua e tecnici in visita con dosimetri e caschi protettivi.
Pannello webtoon che mostra l'interno della centrale nucleare di Trino: la sala controllo con centinaia di indicatori, il reattore immerso in acqua e tecnici in visita con dosimetri e caschi protettivi.

Il livello straordinario di tecnologia conservato da Sogin merita attenzione, soprattutto per un collega che segue il dibattito energetico.

La centrale di Trino, tecnologia d'eccellenza mai sfruttata Flusso della storia e fatti chiave

La centrale nucleare di Trino Vercellese, attiva dal 1965 al 1987, rappresenta un capitolo significativo della storia energetica italiana. Progettata con tecnologia avanzata per l'epoca, avrebbe potuto continuare a operare per altri venti o trent'anni, ma fu fermata a seguito del referendum sul nucleare dopo Chernobyl. Oggi è in fase avanzata di decommissioning gestita da Sogin, l’azienda pubblica incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari italiani.

Durante una visita guidata, docenti e studenti dell’Università del Piemonte Orientale hanno esplorato l’impianto, osservando la storica sala controllo ancora intatta e il reattore privo del coperchio e del combustibile, ora immerso in acqua per schermare le radiazioni. Il combustibile esaurito è stato trasferito in Francia per il riprocessamento, con i residui radioattivi destinati al futuro deposito nazionale, che però non è ancora stato costruito.

Il sito testimonia un patrimonio tecnologico e professionale di alto livello, in gran parte disperso dopo l’abbandono del nucleare. Sogin mantiene competenze rare, anche su tecnologie avanzate come i reattori al torio. Tuttavia, il decommissioning è un processo lento e complesso, non previsto nel design originale degli impianti, che richiede studi radiologici, sicurezza rigorosa e ingenti investimenti.

Il dibattito sul ritorno al nucleare in Italia torna periodicamente, ma resta ostacolato da una comunicazione spesso superficiale e dalla difficoltà di trovare un sito accettabile per il deposito definitivo dei rifiuti. La storia di Trino solleva domande non solo tecniche, ma culturali e politiche, su come il Paese gestisce il proprio passato energetico e immagina il futuro.

Fatti

  • La centrale nucleare di Trino è stata attiva dal 1965 al 1987 e oggi è in fase avanzata di smantellamento gestita da Sogin.
  • Il combustibile nucleare esaurito è stato trasferito in Francia per il riprocessamento; i rifiuti radioattivi saranno restituiti in forma vetrificata.
  • Il reattore di Trino avrebbe potuto operare ancora per 20-30 anni, secondo valutazioni tecniche.
  • Il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi in Italia non è ancora stato costruito, nonostante i piani siano in discussione da anni.
  • Durante la visita, il vessel del reattore (200 tonnellate) era immerso in acqua per schermare le radiazioni residue.
  • Sogin collabora con l’Università del Piemonte Orientale per un Master sul decommissioning nucleare, coordinato dalla prof.ssa Marta Ruspa.

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