Illustrazione di un paesaggio brasiliano con estrazione mineraria, simboli tecnologici e bandiere di USA, Cina e Brasile in tensione.
Illustrazione di un paesaggio brasiliano con estrazione mineraria, simboli tecnologici e bandiere di USA, Cina e Brasile in tensione.

Il Brasile punta a trattenere valore aggiunto sul territorio, con un equilibrio delicato tra pressioni estere e sviluppo industriale, utile contesto per un collega che segue geopolitica delle risorse.

Il Brasile tra Trump e la Cina Flusso della storia e fatti chiave

Il Brasile, secondo al mondo per riserve di terre rare con il 23 per cento del totale, è diventato un punto strategico nella competizione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle catene di approvvigionamento critico. Questi 17 metalli sono essenziali per smartphone, auto elettriche e armamenti, e attualmente la Cina domina il settore con il 69 per cento dell’estrazione globale e oltre il 90 per cento della lavorazione. Dopo che Pechino ha usato questa posizione come leva nelle guerre commerciali, Washington cerca fonti alternative e guarda con interesse ai giacimenti brasiliani.

Nonostante la geologia favorevole, il Brasile produce meno dello 0,1 per cento delle terre rare mondiali. La maggior parte del minerale estratto viene esportato grezzo, perché mancano impianti nazionali per la raffinazione. Tuttavia, negli ultimi anni gli investimenti sono cresciuti esponenzialmente: nel 2023 sono state presentate oltre 3.000 richieste di concessione mineraria, rispetto a 476 tra il 1975 e il 2020. Aziende statunitensi come USA Rare Earth hanno già acquisito miniere chiave, come Serra Verde, mentre altre trattative coinvolgono operatori europei.

Il governo di Lula, però, resiste alle pressioni di Donald Trump per accordi esclusivi o per limitare la cooperazione con la Cina. Durante una visita alla Casa Bianca, Lula ha chiarito che il Brasile «non ha preferenze» tra le due potenze. Il paese vuole sviluppare autonomamente l’intera filiera produttiva, trattenendo sul territorio il valore aggiunto. Questo obiettivo contrasta con l’urgenza americana di svincolarsi rapidamente dalla Cina, rendendo la trattativa complessa e a lungo termine.

Fatti

  • Il Brasile ha il 23% delle riserve mondiali di terre rare, secondo solo alla Cina.
  • Nel 2023 sono state presentate 3.038 richieste per progetti su terre rare in Brasile, contro 476 tra il 1975 e il 2020.
  • La Cina controlla il 69% dell'estrazione e oltre il 90% della lavorazione globale delle terre rare.
  • Nel 2024 USA Rare Earth ha acquistato la miniera di Serra Verde per 2,8 miliardi di dollari.
  • Durante un incontro alla Casa Bianca, Lula ha detto che il Brasile «non ha preferenze» tra USA e Cina.
  • Il Brasile vuole sviluppare autonomamente la filiera di lavorazione delle terre rare, non limitarsi all'esportazione di minerale grezzo.

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